COMUNICATO STAMPA

Vito Bianchino, Fim-Cisl Torino e Canavese, OLISISTEM START -Settimo Torinese “Alla fine il prezzo lo pagano i lavoratori!”

Sono di nuovo in sciopero oggi i lavoratori di Olisistem a Settimo Torinese. In questo ultimo mese abbiamo assistito all’avanzare dello “spezzatino”, da noi denunciato come pericoloso, voluto da Banca Intesa San Paolo sul riassegnare le proprie commesse. In assenza di clausola sociale nel settore metalmeccanico abbiamo cercato di dare le più ampie tutele ai lavoratori “costretti a dimettersi” per essere riassunti e continuare a lavorare sulle nuove società aggiudicatrici di alcune commesse Banca Intesa Sanpaolo. Tra queste alcune hanno evitato di confrontarsi con le organizzazioni sindacali preferendo “ovviamente” il confronto con i singoli lavoratori… oggettivamente parte più debole della situazione. Auspicavamo che almeno sull’unico art.47 – affitto di ramo di azienda -, relativo ad altre parti delle commesse della Banca su cui lavorano 360 persone, la maggioranza a Settimo Torinese, ci fosse la tutela più ampia prevista dal codice civile sul mantenimento delle stesse condizioni normative e retributive. Ma anche in questo caso ci siamo trovati di fronte ad una volontà dell’azienda interessata a rilevare questo ramo, la Innovaway, di revocare parte della retribuzione ad oltre 150 lavoratori, una riduzione del proprio salario di circa 100 euro netti al mese su retribuzioni già tra le più basse del panorama lavorativo. Questo meccanismo non può passare nel silenzio!! Inoltre la situazione del ramo suddetto parte con delle incertezze di rilievo sulle future garanzie occupazionali. Ai lavoratori era pervenuta una rassicurazione preventiva di immutate condizioni economiche e normative dai vertici aziendali di Olisistem Start smentite nei fatti dall’azienda subentrante sul ramo in procinto di essere affittato nei prossimi giorni. Non si può accettare che in questo settore gli utili siano fatti riducendo le già magre retribuzioni dei lavoratori.

La FIM nasce  ufficialmente nell'ottobre del 1951, ma in realtà è già in vita dal 30 marzo 1950, quando a Milano due sindacati metalmeccanici democratici stipulano un accordo di unificazione sotto la sigla Fim e decidono di aderire alla confederazione Cisl, impegnandosi ad affermare un modello di sindacato democratico, riformista, autonomo, laico e solidaristico.


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