Salvaguardare la salute e i posti di lavoro.

L’ISTAT ha pubblicato nella sua nota di marzo l’andamento dell’economia italiana, come prevedibile le misure necessarie al contenimento da Covid-19 stanno causando uno shock economico e produttivo generalizzato.
Più in generale le previsioni sul PIL mondiale stanno subendo una significativa revisione al ribasso.
Uno degli indici più significativi è registrato dalla fiducia dei consumatori e imprese, nell’area euro il calo è del – 8,9% mentre in Italia del – 17,6% in netto peggioramento.
Per quanto concerne la produzione industriale, la media del trimestre registra un – 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Ovviamente il calo sull’export è di forte impatto negativo.
Sempre secondo l’ISTAT gli effetti delle limitazioni imposte hanno coinvolto il 34% della produzione.

Crediamo sia arrivato il momento di ragionare su quali iniziative mettere in campo al fine di contrastare questo crollo economico e sociale che si innesta in una crisi ormai decennale e che sembra non avere fine.

La risposta che il Governo metterà in campo sarà fondamentale per ripartire. Vi sono varie ricette al vaglio del legislatore, tuttavia riteniamo si debba fare uno sforzo senza precedente alcuno nella storia, il governo statunitense ha annunciato un piano fiscale espansivo di ben 2.200 miliardi di dollari. Un unico e corposo provvedimento economico al fine di stimolare la domanda e non perdere la fiducia dei cittadini.
L’Italia ha emanato vari decreti di entità diverse ma con le stesse finalità.
La BCE supporta con l’acquisto “illimitato” del nostro debito pubblico, ma la Unione Europea non è ancora stata in grado di fornire una risposta politica altrettanto forte e univoca come gli Stati Uniti e la Cina.

Come FIM CISL riteniamo che sia arrivato il momento di mostrare un disegno complessivo sia sul piano economico che su quello occupazionale. Prevedere un piano complessivo, poiché se non si interviene in tempo, il timore è che alla fine di questa grave crisi sanitaria ed economica se ne pagherà anche un prezzo in termini di addetti occupati.

La FIM nasce  ufficialmente nell'ottobre del 1951, ma in realtà è già in vita dal 30 marzo 1950, quando a Milano due sindacati metalmeccanici democratici stipulano un accordo di unificazione sotto la sigla Fim e decidono di aderire alla confederazione Cisl, impegnandosi ad affermare un modello di sindacato democratico, riformista, autonomo, laico e solidaristico.


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