Comunicato congiunto – Lavorare tutti insieme per lo sviluppo e la crescita di Torino

Si continua a pensare  che debba prevalere la ragione anziché le piazze, piazze che il Sindacato usa e ha usato quando non poteva più prevalere la ragione, ma occorreva usare la piazza per ripristinare la ragione.  Ecco perchè per la manifestazione di sabato 10 novembre, organizzata da un politico di lungo corso, Mino Giachino di Forza Italia, a lungo sottosegretario ai trasporti nei governi Berlusconi, il quale dice che il 10 non ci devono essere strumentalizzazioni politiche (??) e da un comitato o similare di alcune persone di cui non abbiamo riferimenti, la FIM-CISL di Torino e Canavese NON delega a nessuno la propria identità e ruolo sindacale esercitato in questi anni. Pertanto, come prevede il comunicato congiunto allegato, nella nostra autonomia decisionale e dai partiti o movimenti nascenti e esistenti, invitiamo i nostri iscritti, militanti, Segretari e Operatori a parteciparvi, se lo ritengono opportuno, a titolo personale. La FIM ha sempre contestato i Governi, locali o nazionali, sulla base dei contenuti, della concretezza e in questo la critica a questa maggioranza del Comune di Torino nell’opporsi allo sviluppo del territorio, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro creando occupazione, è condivisa e sostenuta. Tant’è che nella riunione del 5 novembre abbiamo dato priorità a una azione di medio e lungo respiro in cui le associazioni diano vita a un manifesto di lavoro per il Piemonte da portare al Presidente del Consiglio, Conte. L’azione, a breve, o la “spallata” a questa maggioranza da parte di uno schieramento così eterogeneo e senza un chiaro indirizzo non fa parte della nostra storia. Anche perchè molti di chi oggi critica aspramente il Sindaco Appendino, due anni fa lo ha sostenuto insieme alla sinistra radicale e ai centri sociali. La FIM è coerente, plurale e concentrata sui contenuti.

 

18 OTTOBRE DIRETTIVO FIM: INDUSTRIA 4.0

 

Il 18 ottobre presso il Salone Operti di corso Siracusa 213,  si è tenuto il direttivo della FIM-CISL Torino e Canavese con il tema     Industria 4.0 – un direttivo di carattere “seminariale” in cui si sono affrontati temi sensibili in questo momento lavorativo/storico, a cui è seguito un intessante dibattito. Hanno partecipato  il Direttore Generale del MISE, Stefano Firpo e  i rappresentanti di AMMA, API e CNA TORINO. 

 

DECRETO DIGNITA’ 10 DOMANDE – 10 RISPOSTE

Dopo il Direttivo in cui abbiamo parlato e spiegato il Decreto “Dignità” dando un giudizio, in piena autonomia sindacale, su ciò che potrà funzionare e ciò che sarà invece un problema derivante dal Decreto, diamo un ulteriore strumento di informazione tecnica per capire il decreto e farsi un’idea “in proprio”. La FIM è un Sindacato che pensa, ha le sue idee ma è autonomo da ogni Governo.

IL SALUTO DELLA FIM-CISL Torino e Canavese a SERGIO MARCHIONNE

La FIM-CISL Torino e Canavese porge l’ultimo saluto all’ex AD,  Sergio Marchionne, che ci ha lasciato. Un Uomo e un Manager con cui, nell’autonomia dei ruoli e dei compiti, abbiamo lavorato in una situazione estremamente difficile, sovente incompresa dal Paese, per salvare un’azienda, FIAT, dal fallimento e rilanciarla nel futuro. L’obiettivo, imponente, è stato raggiunto anche grazie all’impegno dei lavoratori che hanno affrontato i tanti cambiamenti con spirito di sacrificio e di forza nel camminare tutti verso una occupazione e un salario stabile, lavorando in una azienda completamente rinnovata. 

Una sfida difficile compiuta grazie alla visione di un manager proiettato nel futuro e un Sindacato capace di percorrere una strada tortuosa ma di prospettiva. 

E’ triste, anche in un momento simile, constatare che in Italia si venga apprezzati quando “non ci sei più”.

E’ triste vedere e leggere lo sciacallaggio di una parte di chi pensa di rappresentare il mondo del lavoro. 

Ora è il momento di tacere e riflettere, su ciò che ci lascia, su cosa era la FIAT e il suo gruppo dirigente prima di lui, e che cosa abbiamo costruito con gli accordi sindacali,  e domani sarà il momento di  ripartire per continuare a costruire il futuro di FCA e CNHI in Italia. 

Claudio Chiarle

 

FORMAZIONE: ACCORDO GUIDA COME DIRITTO SOGGETTIVO

Oggi all’AMMA di Torino presentazione dell’accordo tra FIM-FIOM-UILM e AMMA sulla formazione come Diritto Soggettivo. Un accordo-guida per un territorio come Torino e Canavese che sulla Formazione è sempre stato un passo avanti, con orgoglio fimmino.

Seminario Nazionale RLS FIM-Cisl di FCA e CNH Industrial

Si è svolto oggi all’ Holiday di piazza Massaua a Torino, il Seminario organizzato dalla FIM Cisl nazionale delle RLS di FCA e CNH Industrial  relativo al tema “L’ergonomia al tempo dei robot”. Ha aperto i lavori Claudio Chiarle, segretario FIM-Cisl Torino e Canavese introducendo l’argomento agli RLS, arrivati da tutta Italia,  e presentando i relatori del seminario: Gianni Alioti responsabile ufficio ambiente, salute e sicurezza FIM-Cisl, il dott. Paolo Gentile, sociologo del lavoro ed ergonomo, e  partendo proprio dall’esperienza FIAT  e proprio da FCA  l’Ing. Stefania Spada Manager Ergonoma di FCA che ha portato la sua esperienza con  numerosi esempi, lavori e studi sull’utilizzo delle intelligenze artificiali a supporto dell’uomo, soprattutto da un punto di vista di “forza fisica”. Paolo Gentile , nel suo intervento, sostiene che in atto c’è una sfida  che  riguarda la capacità di progettare sistemi di interazione tra l’uomo e la macchina, e come i sistemi di interazione tra uomo e macchine intelligenti potranno essere influenzati dagli aspetti esperienziali, affettivi, di attribuzione di senso e di valore.  Numerosi gli interventi dei nostri RLS che accolgono le intelligenze artificiali di buon grado, ma  è emerso che  lo stress da “fisico” si trasformerà in cognitivo. Ha concluso i lavori Gianni Alioti, responsabile sicurezza, ambiente e salute FIM-Cisl e responsabile ufficio internazionale FIM Cisl, la sua esperienza internazionale è stata illuminante su molti aspetti legati proprio all’industria 4.0 legata al fattore uomo/macchina intelligente. 

Addio a don Carlevaris, prete dalla tuta blu

Si è spento a 92 anni una delle figure più significative della Chiesa torinese di matrice pellegriniana. Per dieci anni cappellano in fabbrica, poi operaio alla Lamet. “Ho speso bene la mia vita”.

Per un decennio cappellano del lavoro in alcune grandi fabbriche della Torino degli anni Cinquanta e Sessanta (Fiat Grandi MotoriLancia Michelin); poi, in posizione critica verso quell’esperienza, che gli costò il licenziamento nel 1962 dalla Fiat, divenne prete operaio – uno dei primi in Italia, promossa a Torino in profondo accordo con l’arcivescovo Michele Pellegrino – per 18 anni, dal 1968 al 1986, alla Lamet. Militante sindacale nella Cisl, voce critica e spesso corrosiva della Chiesa torinese, don Carlo, come ricorda Federico Peyretti, “è stato questo e molto altro animato sempre dalla preoccupazione per gli ultimi, i poveri, le persone ai margini: testimoniando loro il vangelo, condividendone fatiche e sofferenze e cercando di migliorarne le condizioni di vita. Basti pensare, ad esempio, al suo impegno sindacale in anni segnati da tensioni e conflitti altissimi, anche tra gli stessi operai; o ancora al suo diretto coinvolgimento in progetti di sviluppo in alcuni paesi dell’Africa e in Brasile”. Don Carlevaris fu autore dello scritto da cui è partita l’elaborazione della Lettera pastorale “Camminare insieme”, pubblicata nel 1971, che invitava credenti e non credenti a “camminare insieme”, appunto, per la promozione umana e sociale nella città.

Durante le celebrazioni per il cinquantennale della sua ordinazione sacerdotale don Carlo ricordò l’espressione che l’ha accompagnato in tutti quegli anni: “Tu sei un bravo delegato, peccato che sei un prete”, dicevano i compagni che lo votavano nel Consiglio di fabbrica. Tra il clero e i benpensanti invece si mormorava: “Carlo è un bravo prete, peccato che sia comunista”. Una volta Carlo Carlevaris disse che, da giovane prete, il “depositum” della fede gli riempiva uno zaino, mentre ora stava tutto, essenziale e vivo, in un taschino della tuta.

 
Fonte: Lo Spiffero.